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Da oltre cento dieci anni fa, con gesto coraggioso che gli dettava il cuore, Mons. Ambrogio Portaluppi dava
vita ad un’impresa, che forse non era lui stesso consapevole durasse così a lungo e dovesse andare
via via crescendo e sviluppando quel minuscolo granello di senape, sino a divenire un albero grande
e robusto: nasceva la Società Edificatrice di Case Operaie a Treviglio (S.E.C.O.).
Era una sorta di housing sociale ante litteram, un generoso “esperimento” di edilizia a tutela delle
fasce sociali più deboli, sulla scorta del pensiero cristiano sociale, che poneva il Bene Comune alla
base dei rapporti fra le persone e giudicava imprescindibile il diritto all’abitazione nella crescita armoniosa
di una famiglia.

Mons. Portaluppi vi si dedicò con entusiasmo, incurante delle poche risorse economiche a disposizione,
ma forte della carica inesauribile della carità, dell’amore per il prossimo, della vocazione
pastorale.
Nacquero le case che oggi hanno dato il nome alla via ed al quartiere che le ospita, appunto dedicati
a Mons. Ambrogio Portaluppi.

Agli albori, la Cooperativa non ebbe certo fondi sufficienti perché si redigessero bilanci “numericamente”
rilevanti; non erano certo significative le cifre incolonnate a riempire le due scarne paginette
del dare e dell’avere, ma davvero significativi, invece, erano i contenuti sociali realizzati a favore di
quella parte della comunità trevigliese meno abbiente, che si potevano leggere dietro le poche cifre
del bilancio.
Dietro quelle povere cifre in centinaia di lire, si intravedeva già anche e soprattutto il germoglio di
una “cultura della responsabilità”, che non si sarebbe esaurita dopo la morte di Portaluppi, ma avrebbe
attecchito ben presto in un terreno fertile e da lui opportunamente predisposto.

Oggi la S.E.C.O. è viva ed ha ripreso ad operare con entusiasmo: è rimasta attiva ed ha assunto un
significativo slancio, grazie alla disponibilità di persone generose che hanno seguito l’esempio del
Fondatore e ancora oggi si dedicano, senza risparmio di energie, a mantenere vivo e attuale il suo
sogno ed il suo insegnamento.
Il rinnovato impegno della S.E.C.O., che l’ha portata alla ristrutturazione degli appartamenti, alla
loro messa in sicurezza secondo le moderne normative, all’ottimizzazione di spazi, volumi, risorse,
potenzialità nell’interesse della sua base sociale.
Poche realtà come la nostra S.E.C.O. hanno titoli tali da meritare d’essere
efficacemente rappresentate ed “espresse” pubblicamente, perché poche altre realtà
sanno esprimere concretamente quella cultura delle responsabilità, che noi perseguiamo anche
in Cassa Rurale e nella Fondazione e che è alla base del Distretto del Bene Comune.

La statua di  Mons. Portaluppi, inaugurata alcuni anni fa, è posta a presidio del “suo quartiere” e delle “sue case” e a testimoniare la grandezza del suo cuore di pastore generoso, che pose le sue opere terrene sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a tutti coloro che a vario titolo – Amministratori,
Soci, Collaboratori della S.E.C.O. – contribuiscono con impegno e passione a proseguire
l’opera di mons. Portaluppi e, così facendo, alimentano quella cultura della responsabilità che
costituisce uno dei fondamenti del bene comune.

La Presidenza